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pusher di pillole di saggezza

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lunedì, 19 marzo 2007

Dopo i sentimentalismi dolciastri de "La finestra di fronte", Ozpetek sembra voler fare un passo indietro e tornare alle atmosfere de "Le fate ignoranti". In comune i due film hanno sicuramente la complicità del gruppo che spesso si tinge di malinconia; ma mentre nel primo si raccontava la storia di una donna che scopriva un mondo distantissimo dal suo, qui il gruppo viene narrato dal suo interno: una tragedia farà affrontare ai suoi membri una crisi importante, che si risolverà felicemente con il rinsaldarsi dei legami.

Saturno contro è un bel film, narrato SCsempre elegantemente da Ozpetek grazie ai sinuosi movimenti di ripresa (memorabile la scena dell'obitorio) e interpretato magistralmente dai protagonisti, riesce ad evocare emozioni intense anche grazie ad una azzeccata colonna sonora.

A dover proprio cercare il pelo nell'uovo si può dire che la prima parte del film sa un pò troppo di soap opera italiana e che complessivamente Opzetek ricalca un pò troppo gli elementi dei suoi film precedenti: il gruppo di amici come alternativa migliore alla famiglia tradizionale, i temi legati all'omosessualità (ma qui vengono affrontate anche le tematiche legate ai PACS) e la morte vista come unica possibilità di cambiamento per il resto del gruppo.

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Domenica 18 marzo 2007

CINEMA KING - CATANIA

FERZAN OZPETEK

SATURNO CONTRO

VOTO: 7,5

postato da: dispenser alle ore 16:45 | link | commenti
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lunedì, 26 febbraio 2007

Dopo aver letto questo post di Tremori, anche io sono stato preso dalla irrefrenabile voglia di stilare la lista de NON PUOI CONTINUARE A VIVERE SE NON CONOSCI - ASCOLTI - POSSIEDI I SEGUENTI 70 ALBUM.

Eccovi i miei:

  • AC-DC - BACK IN BLACK
  • AFTERHOURS - HAI PAURA DEL BUIO?
  • AREA - ARBEIT MACHT FREI
  • FRANCO BATTIATO - LA VOCE DEL PADRONE
  • BEATLES - 1962/1966
  • BEATLES - 1967/1970
  • BLACK SABBATH - BLACK SABBATH
  • BELLE & SEBASTIAN - THE BOY WITH THE ARAB STRAP
  • VINICIO CAPOSSELA - IL BALLO DI S. VITO
  • ERIC CLAPTON - UNPLUGGED
  • JOHN COLTRANE - A LOVE SUPREME
  • PAOLO CONTE - TOURNEE
  • ALICE COOPER - WELCOME TO MY NIGHTMARE
  • C.S.I. - LINEA GOTICA
  • PINO DANIELE - NERO A META'
  • PINO DANIELE - VAI MO'
  • MILES DAVIS - KIND OF BLUE
  • FABRIZIO DE ANDRE' - CREUZA DE MA
  • DEUS - THE IDEAL CRASH
  • ANI DIFRANCO - OUT OF RANGE
  • DIRE STRAITS - ALCHEMY
  • BOB DYLAN - HIGHWAY 61 REVISITED
  • GENESIS - SELLING ENGLAND BY THE POUND
  • FRANCESCO GUCCINI - FRA LA VIA EMILIA E IL WEST
  • GUNS N'ROSES - APPETITE FOR DESTRUCTION
  • HUSKER DU - WAREHOUSE: SONGS AND STORIES
  • IRON MAIDEN - LIVE AFTER DEATH
  • JANE'S ADDICTION - NOTHING'S SHOCKING
  • JAPAN - OIL ON CANVAS
  • JANIS JOPLIN - PEARL
  • JETHRO TULL - AQUALUNG
  • JOY DIVISION - UNKNOWN PLEASURES
  • KING CRIMSON - IN THE COURT OF K.C.
  • KRUDER & DORFMEISTER - THE K&D SESSIONS
  • LED ZEPPELIN - THE SONGS REMAINS THE SAME
  • LITFIBA - 17 RE
  • MADREDEUS - AINDA
  • MASSIVE ATTACK - BLUE LINES
  • METALLICA - MASTER OF PUPPETS
  • CHARLES MINGUS - MINGUS AH UM
  • JONI MITCHELL - BLUE
  • MORPHINE - GOOD
  • NAKED CITY - NAKED CITY
  • NIRVANA - NEVERMIND
  • NIRVANA - UNPLUGGED IN NY
  • PINK FLOYD - THE DARK SIDE OF THE MOON
  • PINK FLOYD - ANIMALS
  • PINK FLOYD - THE WALL
  • PINK FLOYD - THE FINAL CUT
  • PIXIES - SURFER ROSA
  • POLICE - LIVE!
  • PORTISHEAD - DUMMY
  • RADIOHEAD - OK COMPUTER
  • SEX PISTOLS - NEVER MINDS THE BOLLOCKS
  • SLAYER - REIGN IN BLOOD
  • SMASHING PUMPKINS - MELLON COLLIE...
  • SOFT MACHINE - THIRD
  • SUICIDAL TENDENCIES - SUICIDAL TENDENCIES
  • TELEVISION - MARQUEE MOON
  • THE BLUES BROTHERS - COLONNA SONORA
  • THE CLASH - THE SINGLES
  • THE CURE - STARING AT THE SEA
  • THE DOORS - THE DOORS
  • THE FLAMING LIPS - TELEPATIC SURGERY
  • THE ROLLING STONES - STICKY FINGERS
  • THE SCREAMING TREES - SWEET OBLIVION
  • VELVET UNDERGROUND - THE VELVET UNDERGROUND & NICO
  • TOM WAITS - SWORDFISHTROMBONES
  • FRANK ZAPPA - HOT RATS
  • U2 - ACHTUNG BABY

 

 

postato da: dispenser alle ore 18:17 | link | commenti (3)
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lunedì, 15 gennaio 2007

la_ricerca_della_felicitaIeri sera, dopo un pomeriggio passato tra partite, montaggi di culle stile IKEA e inventari in garage grandi quanto un posacenere, si decide di concludere la giornata al cinema. La scelta del film ricade su un titolo capace di accontentare sia la curiosità della cinefila di sinistra, sia la voglia di tenerezza dell'accademico.

La folla delle grandi occasioni che ci accoglie davanti al cinema prescelto ci fa capire la portata dell'evento: ebbene si, Muccino è sbarcato in America e vale la pena vedere cosa ha combinato!

Leviamoci subito il dente: il film è di un moralismo terrificante, basato sul luogo comune del grande sogno americano (con tanto di Stars and Stripes e Captain America sempre lì in bella mostra a ricordarcelo): sogno che può essere cattivo patrigno e farci vedere quanto è dura la vita, ma che alla fine è ovviamente benevolo (ma attenzione: solo se ci sai fare!).

Tra buonismo e frasi fatte a non finire ("sei un bravo papà" e "non permettere a nessuno di toglierti un sogno") assistiamo alle situazioni più inverosimili, e il fatto che il film sia tratto da una storia vera non depone a favore del lavoro fatto da Muccino. Romanzare è un conto, ma come si fa a credere che una madre e moglie affettuosa ed onesta lavoratrice, abbandoni il figlio dopo averlo voluto con se all'inizio; che nel campo dei broker ci siano persone che accettino e capiscano con il sorriso le situazioni più strambe; che quando il protagonista ha tutto il tempo che vuole non riesce a vendere un solo scanner, ma che quando inizia a venderli solo al sabato (tra una partita di basket col figlio e una allo stadio a vedere i 49ers) vanno via come il pagnocco; che i soldi non ci sono, ma le multe si pagano lo stesso; che si possa lasciare uno strumento che vale diverse centinaia di dollari ad una hippie di strada; la cosa peggiore è comunque il fatto che la scalata al successo di Gardner è praticamente invisibile: tutti sono gentili ed entusiasti di lui, ma lo si vede solo in circostanze catastrofiche.

Patetica la scena finale che vuole strappare a tutti i costi la lacrimuccia (non riuscendoci) con gli occhi lucidi del protagonista e con il trucchetto del tema musicale del film (più volte ripetuto durante la proiezione) che viene sparato a palla.

Unica nota positiva l'ingresso omaggio elargito da Antonio: meno male...

 

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Domenica 14 gennaio 2007

CINEMA ABC. - CATANIA

GABRIELE MUCCINO

LA RICERCA DELLA FELICITA'

VOTO: 3

postato da: dispenser alle ore 17:20 | link | commenti (2)
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lunedì, 11 dicembre 2006

Sabato sera finisco a vedere uno spettacolo di danza allo Scenario Pubblico. Appena arrivato prendo un volantino informativo e vengo a scoprire che quello che da lì a poco andrò ad assistere è nientepocodimeno che la prima nazionale dello spettacolo "Solo solo", del grande Helge Letonja (ballerino tedesco di certificata fama), nel quale movimento, musica e video concorrono ad un lavoro intenso e poetico.  

Ci fanno accomodare in sala, e mentre prendiamo posto, sul palco un tipo in canotta e tuta anni '70 fa genufflessioni in una scenografia scarna che comprende quattro tapparelle ed un paio di mattoni forati. Calano le luci e a questo punto mi rendo conto che il tipo è proprio Helge Letonja che in un vortice di movimenti disarticolati ci narra, con voce disturbata, della sua nascita difficile e dell'abbandono da parte del padre. L'originalissimo inizio mi fa capire come passerò la prossima ora. Ma non mancheranno le sorprese con il buon Helge che si calerà le braghe chiedendo disperatamente il permesso di fare la pipì (che poi puntualmente farà in scena) o che leccherà il suo stesso vomito. Nel frattempo alle sue spalle scorre un video con il quale l'attore dovrebbe interagire. Il tema che lega il tutto è l'acqua, intesa come elemento liquido, che Helge sfrutta appieno divertendosi, completamente nudo, con degli scivoloni sul palco bagnato ad arte, che nemmeno quest'estate ad Etnaland ho visto fare. A metà spettacolo parte il tormentone dei Gorillaz, e lì, lo ammetto, c'è uno scossone, ma dura poco: giusto il tempo di vedere Helge che balla muovendo gli indici e di pensare che il mio amico Simone avrebbe fatto qualcosa di più originale.

Ovviamente appena finisce il tutto (e l'accensione delle luci lo palesa) parte uno scrosciare di applausi che ridicolizza anche la standing ovation alla prima della scala per l'Aida. E mentre Helge continua ad uscire e rientrare in scena io rimango immobile, con lo sguardo fisso sul biglietto (12 euro) pagato.

Come direbbe Walter: troppa arte! 

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Sabato 9 dicembre 2006

SCENARIO PUB.BLI.CO. - CATANIA

HELGE LETONJA

STEPTEXT DANCE PROJECT

SOLO SOLO

VOTO: 2 (6 per il pubblico femminile...)

 

postato da: dispenser alle ore 18:44 | link | commenti
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lunedì, 04 dicembre 2006

Per la serie: le ricette di Dispenser...

...ecco a voi lapappa-con-il-pomodoro PAPPA COL POMODORO

Ingredienti per 4 persone:

500 gr di pomodori pelati

250 gr di pane raffermo

1/2 cipolla

alcune foglie di basilico

1 litro di brodo vegetale

olio d'oliva, sale, pepe nero

(per la preparazione del brodo occorrono: 1 e 1/2 d'acqua, 1 gambo di sedano, 1 carota, 1 cipolla, 1 patata)

Prima occorre preparare il brodo: in una pentola mettere l'acqua, il sedano, la carota, la cipolla e la patata e portare a bollore, quindi tenere a fuoco lento per circa un'ora. Una volta pronto, il brodo va salato e filtrato.

Rosolare mezza cipolla triturata in due cucchiai d'olio d'oliva, quindi aggiungere i pomodori, qualche foglia di basilico sminuzzata, sale e pepe nero e cuocere a fuoco lento per venti minuti. Aggiungere il brodo e quindi il pane raffermo tagliato a tocchetti e mescolare energicamente. Fare bollire per una ventina di minuti e comunque fino a quando il pane non avrà assorbito tutto il pomodoro, avendo sempre l'accortezza di mescolare bene.

Servite calda ma non bollente aggiungendo un filo d'olio e una foglia di basilico. 

 

postato da: dispenser alle ore 15:52 | link | commenti
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martedì, 14 novembre 2006

blanketsrep_smChi vi scrive caldeggia vivamente l'acquisto assieme a Repubblica o L'Espresso (ma ve lo danno anche senza...) di Blankets di Craig Thompson, una delle più belle graphic novel di sempre, un romanzo di formazione narrato e disegnato splendidamente.

Difficilmente spenderete meglio 10 euro, fidatevi.

postato da: dispenser alle ore 11:20 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 ottobre 2006

Grazie alla trasmissione "le iene" abbiamo scoperto che un senatore su tre fa uso di droghe, onestamente pensavo di più...

Ma se devo essere sincero, al loro posto, avrei invocato il Garante della Privacy per un altro servizio, andato in onda sempre l'altra sera, e senza alcun anonimato. Questi signori si vergognano di farsi una canna ma non si vergognano di non sapere che cos'è Guantanamo o che cosa è la CONSOB...!?! E parlano dell'imperialismo americano, della guerra preventiva e dei fallimenti della Parmalat e della Cirio come se niente fosse! E' per questo che dovrebbero essere licenziati! Vorrei capire come riescano a votare le leggi di finanziamento delle missioni militari in Afghanistan, quando non sanno nemmeno come si pronuncia...

postato da: dispenser alle ore 13:08 | link | commenti (2)
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lunedì, 02 ottobre 2006

Ho 36 anni.

Ho una ragazza, una casa, un lavoro, una macchina, una moto.

Il sabato sera esco con gli amici e vado a mangiare una pizza.

Ho l'abbonamento a sky e guardo tutte le partite della Juventus e del Catania.

E ora mi vengono a dire che non facco parte del ceto medio...

postato da: dispenser alle ore 13:57 | link | commenti
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lunedì, 18 settembre 2006

DOVE ERAVAMO RIMASTI/2

Tanta carne sul fuoco: l'attacco integralista al papa, il caso telecom, il campionato che ricomincia, persino gli applausi per Bertinotti alla festa dei giovani di Alleanza Nazionale... Di cosa parliamo? Ma di GIGGIG ovvio!

postato da: dispenser alle ore 16:19 | link | commenti (1)
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giovedì, 24 agosto 2006

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Direi di incominciare dal primo giorno delle mie tanto agognate ferie.
Maria tornava da Roma e finalmente avremmo trascorso 15 giorni insieme. Quella sera eravamo invitati al matrimonio di un amico e così uscimmo di casa verso le 21. La serata fu piacevole fino all'una, quando vidi sul display del telefonino la telefonata della mia vicina di casa, davvero strana, sopratutto per quell'ora. Mi misi in allarme, ma già intuivo il motivo della telefonata: era appena rientrata a casa e l'aveva trovata sottosopra dopo una visita dei ladri. Sporgendosi dalla finestra aveva visto che anche le mie imposte erano rotte e che evidentemente erano entrati anche da me. Recuperai velocemente Maria, che intanto chiaccherava con delle amiche e fuggimmo, senza neanche salutare, dalla festa. Durante il tragitto cercai di fare mente locale su ciò che ci poteva essere stato sottratto, ma non riuscii a pensare a nulla di specifico, il senso di violazione e di impotenza fu più forte e prevalse. Dopo una ventina di minuti eravamo davanti casa e le luci spente (sono solito lasciarle accese come "antifurto") mi diedero l'ulteriore prova dell'intrusione di estranei. Intanto arrivavano i carabinieri chiamati dalla vicina, uno di loro mi accompagnò dentro casa. Aperta la porta vidi subito che tutte le diavolerie tecnologiche collegate al mio televisore non c'erano più, solo un ammasso di cavi che uscivano dal mio 32 pollici (evidentemente troppo pesante per essere trasportato), collegati al nulla, solo il decoder di sky con scheda annessa si era salvato (evidentemente sapevano che dal giorno dopo sarebbe servito a poco). Entrai in cucina, sul mobile dove solitamente stava la tv lcd (un paio di mesi di vita) era invece poggiato il cavo dell'antenna. Sul tavolo i resti di un banchetto: 2 bottiglie di limonata vuote che avevo lasciato piene dentro il frigo. La finestra della cucina era aperta, evidentemente erano usciti da li. Salimmo al piano di sopra e già dalle scale si intravedevano vestiti un pò dapertutto, d'istinto entrai in camera da letto: l'armadio era aperto, mancavano due orologi, anche il mio portafogli con dentro le carte di credito e 100 euro, che avevo lasciato a casa perchè troppo ingombrante per il taschino della giacca. Mentre mi guardavo intorno desolato, entrò Maria che con una faccia funerea mi disse: "Massimo, il computer...". Quella frase spezzata mi uccise. L'imac nuovo di zecca, che avevo cambiato solo pochi mesi prima non era più sulla scrivania. Anche lì un orribile vuoto, fatto di cavi che terminavano nel nulla. Tutte le mie foto, le mie canzoni, i miei pensieri non erano più miei. Nella stanza solo i vetri rotti della finestra frantumata dalla quale erano entrati.
Quando i carabinieri andarono via, abbracciai a lungo Maria. Poi iniziammo a fare mente locale su tutto ciò che mancava: telecamera, occhiali da sole, playstation, lettore dvd, due paia di scarpe comprate quel pomeriggio, un gioiello che dovevamo portare in Svezia pochi giorni dopo per la nascita della bimba di Simone e Margot. E questo portò a galla un altro problema: sul tavolo della cucina c'erano i biglietti del viaggio. Se i ladri li avessero visti (ed era altamente probabile) sapevano che la casa sarebbe rimasta incustodita per diversi giorni.
Nel frattempo gli amici chiamavano per avere informazioni e grazie a loro ottenni i numeri per bloccare le carte di credito.

La cosa peggiore di subire un furto è il senso di vulnerabilità. Dal momento in cui è accaduto sai che potrebbe risuccedere in qualsiasi momento, e ogni piccolissimo rumore che senti dentro ciò che prima ritenevi il tuo spazio inviolabile viene amplificato sino all'inverosimile. Anche la casa non sarà mai più la stessa, capita di vedere macchie sui muri o per terra mai viste prima, e chissa per quale strano motivo le riconduci sempre a quel terribile evento.

Cambiammo le lenzuola del letto e ci sdraiammo. Quella notte ovviamente non chiusi occhio.
Il giorno dopo mentre uscivo di casa per andare dai carabinieri per effettuare la denuncia, vidi in giardino il portafogli: dentro c'era tutto, dalle carte di credito (ormai bloccate), ai cento euro. Evidentemente era caduto al ladro mentre scavalcava le inferriate.
Il maresciallo dei carabinieri fu molto cortese, ci fece accomodare e redisse la denuncia. Quando seppe delle limonate trasalì: "Come?" disse, "i miei colleghi hanno visto le bottiglie e non le hanno prese in consegna?" Non preoccupatevi, domani verrà un mio collega per i rilievi". Poco dopo, venuto a sapere che ero a conoscenza del numero seriale dell'Imac mi disse che in teoria sarebbe stato possibile rintracciare il computer se questo fosse stato connesso alla rete internet ("ottimo" pensai io), ma che per questo ci sarebbe voluta un'autorizzazione del magistrato ("come non detto...").
L'indomani si presentò puntualissimo il collega del maresciallo, gentilissimo pure lui e anche molto simpatico. Guardò per un buon quarto d'ora le bottiglie in controluce senza trovare un'impronta chiara. Feci presente che vi erano delle chiare impronte sul comò della stanza da letto. La loro chiarezza era inconfutabile. Già mi vedevo dentro l'ultima puntata di CSI, quando le sue parole mi teleportarono in un istante da Las Vegas direttamente a casa mia: "Ora dobbiamo vedere se la macchina per rilevarle è disponibile. Sa in Sicilia c'è ne solo una e al momento è a Messina". (Ora non dico CSI, ma almeno "Distretto di polizia"... no eh?")
Sconsolato salutai il carabiniere che mi promise di contattarmi telefonicamente per una risposta.

Poi c'è stato il viaggio in Svezia, Valentina la figlia di Simone e Margot, è una splendida bimba, solo due smogenmesi di vita ma sempre attentisima a ciò che accade attorno a lei. E' stata la mia terza visita in Svezia ma mai avevo visto quei piccoli paesini fuori dai circuiti turistici: Stockevik (dove alloggiavamo e dove dormivamo con le porte di casa aperte), Smogen e tanti altri minuscoli centri, così belli da sembrare finti. Goteborg (appena in tempo per vedere Baldini entrare dentro lo stadio solitario nella maratona dei campionati europei di atletica) e Stoccolma (bellissimo il Vasamuseum, dove non ero mai stato) sono state altre immancabili tappe del nostro viaggio, dove ci siamo resi conto una volta di più di cosa significhi vivere in un posto civile, dove le regole vengono rispettate da tutti i cittadini, dove non esistono nè i Berlusconi, nè i Moggi, nè i furbetti del quartierino. Dove tutti pagano le tasse senza sotterfugi. Dove esiste un vero stato sociale che per i primi 18 anni di vita darà a Valentina 180 euro al mese.
A Roma veniamo accolti da un caldo sahariano. Da Ciampino riusciamo a raggiungere dopo mille difficoltà Termini. Cerchiamo di comprare i biglietti per prendere l'autobus che ci porterà a casa di Maria, ma un pò per l'ora (le 21) un pò per la data (18 agosto) è tutto chiuso. Ci affidiamo alle macchinetta che ci frega 3 euro, si avvicina un extracomunitario che ci vuole vendere dei biglietti, mentre li controlliamo vedo con la coda dell'occhio che un altro tipo (probabilmente il complice) tenta di sfilarci le valigie. Lo blocco e lui mi dice: " Ah è tua? Scusa...". In un attimo si volatilizzano entrambi. Mi guardo con Maria e sento crescere in entrambi una fortissima nostalgia della Svezia.

P.S. La telefonata del simpatico carabiniere, ovviamente, non è mai arrivata.

P.P.S. Grazie ad Antonio, Walter e Marco per essere stati presenti in quei momenti e a Maria per esserci sempre.

postato da: dispenser alle ore 11:34 | link | commenti (2)
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