COMUNICAZIONI DI SERVIZIO:
Oggi parto per Roma, vado a trovare Maria, e ci resterò fino a mercoledì
Ordunque:
- per la partita di calcetto di lunedì non contatemi;
- se nel frattempo Walter dovesse partorire si prega qualche anima pia di avvisarmi;
- se qualcuno dovesse passare da casa mia (lo so che non è proprio di passaggio...) e vedere le luci accese è pregato di contattarmi;
- Andrea mi spiace, per il concerto dei Meganoidi del 25 non considerarmi.
ciao a tutti
La prima volta che vidi Vinicio Capossela fu a Scicli nell'estate del 1992. Io ero con amici in giro per la Sicilia, vedemmo una fontana e avevo delle bottiglie da riempire. Solo che Capossela si stava lavando i piedi nella stessa fontana. Ovviamente non sapevo chi fosse e aspettai educatamente che quello strano individuo tra uno sproloquio e un sorso di vino finisse il suo pediluvio. Quando un suo amico lo chiamò ricollegai il suo nome a quello di un cantautore (che allora conoscevo solo di nome) che avevo visto sui muri di Scicli nei manifesti per un imminente concerto.
Quasi per curiosità comprai i suoi dischi e li trovai incantevoli.
Ora Vinicio Capossela è diventato una rock star.
Solo questo posso dedurre da quanto ho visto ieri sera al Metropolitan di Catania: scene da far invidia ai Beatles degli anni 60 con ragazzine che urlavano e piangevano per essere riuscite a consegnargli una rosa con lettera di accompagnamento e ragazzini che ballavano degli improbabili twist al suono di "Maraja", almeno quattro cambi d'abito, scenografie e luci bellissime (addirittura un vero e proprio teatro d'ombre cinesi).
Capossela introduce le sue canzoni spiegandole in maniera quasi didattica e la prima parte del concerto è tutta incentrata sull'ultimo suo lavoro "Ovunque proteggi" di cui rispetta persino l'ordine (lo faceva già De Andrè se non sbaglio).
Sembra una divinità: ha una pelliciona addosso ed una maschera con le corna e si muove come se dovesse convertirci e devo dire che ci riesce. A metà concerto propone i suoi classici "Che cos'è l'amor" "Morna" "Il ballo di San Vito".
Se ne va. Si accendono le luci e ci muoviamo un pò tutti per andarcene. Lui torna si siede al piano e parte "Ovunque proteggi" con le luci del teatro accese. Siamo tutti in piedi, sono tutti abbracciati. Io e Andrea ci guardiamo per un attimo e poi scrolliamo la testa.
Sono state tre ore intensissime e di grande spettacolo e usciamo tutti in silenzio quasi per non rovinare l'atmosfera che si è creata.
Uscendo vedo le locandine dei prossimi concerti: Michele Zarrillo - 2 maggio 2006...
Ecco, io mi sono sempre chiesto ma chi cazzo è il fan-tipo di Michele Zarrillo (per dirne uno, ma ce ne sono tanti altri ovviamente), quello che aspetta con ansia e palpitazione il suo nuovo lavoro e quel giorno esce di casa con la sola motivazione di fiondarsi in un negozio di dischi per comprare il suo ultimo cd e ritornato a casa chiude gli occhi tirando la linguetta del cellophane immaginando già quali delizie gli riserverà l'ascolto.
Quasi quasi il 2 maggio mi apposto davanti al Metropolitan...
TARLO POSTELETTORALE
Tenendo presente che fascista è meglio sempre e comunque: è meglio essere frocio o coglione?
GOOD MORNING ITALIA!
Stamattina la sveglia ha suonato alle 7.30 come ogni mattina.
Mi sono lavato, vestito ed ho fatto colazione come faccio ogni mattina.
Di buona lena mi sono messo in macchina ed ho fatto i miei soliti 45 km per arrivare al solito lavoro, ascoltando il solito tipo alla solita stazione radio...
Questi risultati elettorali davvero non me li aspettavo: Forza Italia rimane la prima forza politica italiana, nonostante tutto, nonostante cinque anni di imbarbarimento politico, passati a tirar fuori dal cilindro leggi ad personam, distraendo la gente con lifting, bandane, marie de filippi, grandi fratelli o fattorie. Ero sicuro che molti di quelli che cinque anni fa avevano contribuito al suo successo si sarebbero spostati, un pò come può capitare a ognuno di noi se per strada incontra una merda: ti sposti un pò a destra o un pò a sinistra, difficilmente la calpesti consapevolmente.
Ieri, dopo i primi ottimistici exit poll, si parlava di un vento di novità.
E' vero, ieri alcune scene di trionfo sono state davvero imbarazzanti.
Oggi quel tifone si è trasformato in un alito di vento ed io tra poco lascerò come faccio ogni giorno l'ufficio, e ripercorrerò i miei soliti 45 km per tornare alla solita dimora. Ma niente radio oggi, mi sa che mi ascolto un cd.