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lunedì, 15 gennaio 2007

la_ricerca_della_felicitaIeri sera, dopo un pomeriggio passato tra partite, montaggi di culle stile IKEA e inventari in garage grandi quanto un posacenere, si decide di concludere la giornata al cinema. La scelta del film ricade su un titolo capace di accontentare sia la curiosità della cinefila di sinistra, sia la voglia di tenerezza dell'accademico.

La folla delle grandi occasioni che ci accoglie davanti al cinema prescelto ci fa capire la portata dell'evento: ebbene si, Muccino è sbarcato in America e vale la pena vedere cosa ha combinato!

Leviamoci subito il dente: il film è di un moralismo terrificante, basato sul luogo comune del grande sogno americano (con tanto di Stars and Stripes e Captain America sempre lì in bella mostra a ricordarcelo): sogno che può essere cattivo patrigno e farci vedere quanto è dura la vita, ma che alla fine è ovviamente benevolo (ma attenzione: solo se ci sai fare!).

Tra buonismo e frasi fatte a non finire ("sei un bravo papà" e "non permettere a nessuno di toglierti un sogno") assistiamo alle situazioni più inverosimili, e il fatto che il film sia tratto da una storia vera non depone a favore del lavoro fatto da Muccino. Romanzare è un conto, ma come si fa a credere che una madre e moglie affettuosa ed onesta lavoratrice, abbandoni il figlio dopo averlo voluto con se all'inizio; che nel campo dei broker ci siano persone che accettino e capiscano con il sorriso le situazioni più strambe; che quando il protagonista ha tutto il tempo che vuole non riesce a vendere un solo scanner, ma che quando inizia a venderli solo al sabato (tra una partita di basket col figlio e una allo stadio a vedere i 49ers) vanno via come il pagnocco; che i soldi non ci sono, ma le multe si pagano lo stesso; che si possa lasciare uno strumento che vale diverse centinaia di dollari ad una hippie di strada; la cosa peggiore è comunque il fatto che la scalata al successo di Gardner è praticamente invisibile: tutti sono gentili ed entusiasti di lui, ma lo si vede solo in circostanze catastrofiche.

Patetica la scena finale che vuole strappare a tutti i costi la lacrimuccia (non riuscendoci) con gli occhi lucidi del protagonista e con il trucchetto del tema musicale del film (più volte ripetuto durante la proiezione) che viene sparato a palla.

Unica nota positiva l'ingresso omaggio elargito da Antonio: meno male...

 

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Domenica 14 gennaio 2007

CINEMA ABC. - CATANIA

GABRIELE MUCCINO

LA RICERCA DELLA FELICITA'

VOTO: 3

postato da: dispenser alle ore 17:20 | link | commenti (2)
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