dispenser

pusher di pillole di saggezza

Chi sono

Utente: dispenser
Non dò molto peso alla seconda legge della termodinamica.

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 15 gennaio 2007

la_ricerca_della_felicitaIeri sera, dopo un pomeriggio passato tra partite, montaggi di culle stile IKEA e inventari in garage grandi quanto un posacenere, si decide di concludere la giornata al cinema. La scelta del film ricade su un titolo capace di accontentare sia la curiosità della cinefila di sinistra, sia la voglia di tenerezza dell'accademico.

La folla delle grandi occasioni che ci accoglie davanti al cinema prescelto ci fa capire la portata dell'evento: ebbene si, Muccino è sbarcato in America e vale la pena vedere cosa ha combinato!

Leviamoci subito il dente: il film è di un moralismo terrificante, basato sul luogo comune del grande sogno americano (con tanto di Stars and Stripes e Captain America sempre lì in bella mostra a ricordarcelo): sogno che può essere cattivo patrigno e farci vedere quanto è dura la vita, ma che alla fine è ovviamente benevolo (ma attenzione: solo se ci sai fare!).

Tra buonismo e frasi fatte a non finire ("sei un bravo papà" e "non permettere a nessuno di toglierti un sogno") assistiamo alle situazioni più inverosimili, e il fatto che il film sia tratto da una storia vera non depone a favore del lavoro fatto da Muccino. Romanzare è un conto, ma come si fa a credere che una madre e moglie affettuosa ed onesta lavoratrice, abbandoni il figlio dopo averlo voluto con se all'inizio; che nel campo dei broker ci siano persone che accettino e capiscano con il sorriso le situazioni più strambe; che quando il protagonista ha tutto il tempo che vuole non riesce a vendere un solo scanner, ma che quando inizia a venderli solo al sabato (tra una partita di basket col figlio e una allo stadio a vedere i 49ers) vanno via come il pagnocco; che i soldi non ci sono, ma le multe si pagano lo stesso; che si possa lasciare uno strumento che vale diverse centinaia di dollari ad una hippie di strada; la cosa peggiore è comunque il fatto che la scalata al successo di Gardner è praticamente invisibile: tutti sono gentili ed entusiasti di lui, ma lo si vede solo in circostanze catastrofiche.

Patetica la scena finale che vuole strappare a tutti i costi la lacrimuccia (non riuscendoci) con gli occhi lucidi del protagonista e con il trucchetto del tema musicale del film (più volte ripetuto durante la proiezione) che viene sparato a palla.

Unica nota positiva l'ingresso omaggio elargito da Antonio: meno male...

 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Domenica 14 gennaio 2007

CINEMA ABC. - CATANIA

GABRIELE MUCCINO

LA RICERCA DELLA FELICITA'

VOTO: 3

postato da: dispenser alle ore 17:20 | link | commenti (2)
categorie:

Commenti
#1    16 Gennaio 2007 - 11:50
 
é incredibile quanto la gente possa essere insensibile a delle realtà esistenti..la verità è che esiste tutto di quello che il film racconta e mi chiedo come possa la gente essere tanto insensibile a tutto ciò..la verità è che stiamo troppo bene economicamente e sputiamo in faccia alla povertà e a ogni forma di disagio sociale.l'unica cosa che conta è che noi stiamo bene...è pur sempre un film e magari non tutto è reale ma esiste quel tipo di disagio,in quanto a madri che abbandonano i figli col padre ne ho viste io personalmente..se pensiamo che le madri sono in grado di uccidere,figuriamoci di abbandonare i propri figli,anche per soldi..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente seforaa

#2    18 Gennaio 2007 - 09:34
 
ERRATA CORRIGE

Non ci ho dormito la notte.
In effetti non capisco come possa essere stato così superficiale. Dentro il film di Muccino c'è la VITA REALE (non per niente è tratto da una storia vera), e poi parla di POVERTA', quella vera, quella che io non ho mai provato e mi sono permesso di insultare parlando male di questo film che è puro vangelo in materia.
Il rapporto padre-figlio, in realtà, è talmente reale ed approfondito da avermi fatto pensare più volte alla mia infanzia e ai dialoghi con mio padre. I comprimari sono (grazie ad un colpo di genio di Muccino) volutamente ridotti a macchiette per evidenziare ancora di più l'indifferenza verso la piaga della miseria.
Poi mi scuso della cazzata che ho detto sulla madre. Certo, per mezzo film è stata praticamente una madre perfetta, ma se pensiamo che ci sono madri che arrivano ad uccidere i propri film non possiamo chiudere un occhio sul fatto che in dieci secondi, ma con perfette e lucide (ma sofferte!) motivazioni abbia deciso di andare dall'altra parte del paese a rifarsi un'altra vita? Daltronde lascia anche un bel messaggio al padre (una di quelle cose mai sentite prima), gli dice di dire al figlio che gli vorrà bene per sempre, quindi mi sembra più che credibile, no?
In conclusione mi soffermerei sul messaggio del film: se vuoi puoi realizzare qualunque sogno! Devi solo crederci!
Stravolgente! Tanto da non dormirci la notte.

VOTO: 9
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dispenser

Commenti